RECENSIONE: Il potere segreto. Perché vogliono distruggere Julien Assange e WikiLeaks di Stefania Maurizi

Nella cella di una delle più famigerate prigioni di massima sicurezza del Regno Unito, un uomo lotta contro alcune delle più potenti istituzioni della Terra, che da oltre un decennio lo vogliono distruggere: è un giornalista.

Si chiama Julian Assange e ha fondato WikiLeaks, un’organizzazione che ha profondamente cambiato il modo di fare informazione nel XXI secolo, sfruttando le risorse della rete e violando in maniera sistematica il segreto di Stato, quando questo viene usato non per proteggere la sicurezza e l’incolumità dei cittadini ma per nascondere crimini e garantire l’impunità ai potenti.

Stefania Maurizi, l’autrice di questo libro-inchiesta, è l’unica giornalista italiana che ha lavorato fin dall’inizio su tutti i documenti segreti di WikiLeaks, a stretto contatto con Julian Assange, incontrandolo molte volte. Ha contribuito in maniera decisiva alla ricerca della verità, citando in giudizio quattro governi, gli Stati Uniti, l’Inghilterra, la Svezia e l’Australia, per accedere ai documenti del caso.

L’autrice conduce il lettore con pazienza, ma con dovizia di dati e particolari, nella vera e propria odissea vissuta da Assange.

Un testo leggibilissimo e non pedante… quasi una spy story, con un particolare non da poco: purtroppo si racconta quello che è realmente accaduto e che accade tutt’oggi. Purtroppo per l’idea che abbiamo di democrazia e libertà in occidente.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: Storia delle epidemie: dalla Morte Nera al COVID-19 di Frank M. Snowden

Vi apprestate a leggere un’indagine multidisciplinare della storia medica e sociale delle principali epidemie emerse nel corso della storia.

L’autore spiega come i focolai infettivi di massa, dalla Morte Nera alla più recente SARS, abbiano inciso sulle società del passato e le abbiano plasmate in maniera significativa.

Sorretto da una vena comparativa, Snowden illustra i modi in cui le malattie non hanno solo influenzato la scienza medica e la salute, ma hanno anche reindirizzato i percorsi di arte, religione, storia intellettuale e guerre.

Il tentativo dell’autore è chiaro sin dalle prime pagine: le epidemie sono la conseguenza di situazioni economiche, produttive, commerciali, urbanistiche che creano un vero e proprio “brodo di cultura” per la loro deflagrazione.

Interessanti alcuni capitoli dedicati a eventi poco conosciuti ai più: un esempio per tutti, il fallimento, causa epidemia di febbre gialla, della spedizione napoleonica ad Haiti, con le enormi conseguenze geopolitiche che ne derivarono.

Chiude l’opera un “epilogo” dedicato all’epidemia di COVID-19 in Italia, che lascia quell’attimo perplessi per le fonti su cui si basa l’analisi e per i risultati della stessa: un aspetto negativo che non diminuisce nel suo complesso la validità dell’opera.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: L’arco dell’impero. Con la Cina e gli Stati Uniti alle estremità di Qiao Liang

L’autore, Qiao Liang, in collaborazione con Wang Xiangsui, nel 1999 scrisse Guerra senza limiti, un’opera che con un anticipo di due anni prefigurava quanto sarebbe accaduto con l’attacco alle Torri Gemelle per ciò che riguardava il senso e il modo di fare la guerra.

Alto ufficiale, ora in pensione, dell’Esercito Popolare di Liberazione, Qiao Liang approfondisce con questa sua nuova opera il senso e il significato economico dei conflitti, partendo da alcune domande fondamentali.

Qual è la natura degli imperi? Come nascono, si sviluppano e muoiono? In quali modi e in quali tempi seguirà questa parabola l’ultimo degli imperi ancora in vita, quello statunitense? E la Cina, una volta completatosi il processo di avvicendamento, che tipo di impero sarà?

Tra attacchi all’illusoria supremazia del dollaro, moniti alla correttezza morale della finanza, digressioni storiche e bagliori visionari, Qiao Liang si chiede infine se forse non stia arrivando l’inverno più freddo nella storia dell’economia globalizzata, come esso si stia configurando e come raffredderà il mondo.

È un modo diverso di leggere la realtà, non solo per chi si interessa di questioni economiche o militari, ma anche per chi è semplicemente un occidentale, un cittadino europeo: in questi tempi di guerra in Europa, è un testo da leggere e su cui riflettere.

Il saggio introduttivo del Generale Fabio Mini, un vero libro nel libro, lo accompagna ponendolo al rango di coautore di questa edizione.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: La scimmia armata di Peter Turchin

L’uomo è votato alla cooperazione o al conflitto?

L’evoluzione genetica forse non può spiegare fino in fondo l’anomalia che ci ha reso l’animale ultra-sociale che siamo oggi, ma la cooperazione sembra essere il fondamento del nostro progresso.

Peter Turchin, un professore di entomologia passato a studiare la storia delle società umane applicando le modellizzazioni matematiche all’indagine storica e sociologica,  prova a fornire una risposta apparentemente paradossale:  il grande motore dell’ultra-socialità umana  è stato proprio il conflitto.

Insomma, è grazie alla guerra e alla competizione che si è affermato uno spirito di uguaglianza, e i nostri miracolosi poteri di cooperazione sono stati forgiati nel fuoco della lotta tra gruppi sempre più vasti e organizzati.

Un testo in sé affascinante e molto godibile nella lettura.

Un nota bene finale: quanto sostenuto da Turchin non è un’esaltazione del conflitto e della violenza, bensì una ricerca razionale delle ragioni di fondo che hanno spinto la specie umana verso un futuro di cooperazione e, si potrebbe aggiungere, di soluzione nonviolenta dei conflitti.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: Tutto un altro mondo (LIMES)

Ed. Ottobre 2022

Questo numero di Limes raccoglie gli atti del “Festival” tenutosi a Genova nel novembre 2022.

Il tema è impegnativo: il cambiamento degli  equilibri mondiali cambino alla luce della “Guerra Grande” tra Stati Uniti, Russia e Cina, una guerra che non ha come unico epicentro il conflitto in Ucraina e che al contempo mina le basi del sistema europeo.

Per analizzarla sono dunque necessarie lenti nuove, perché le categorie del passato rischiano di farci trovare impreparati all’emersione di tutto un altro mondo, che non riguarda solamente le pianure ucraine, ma ha effetti, già più che visibili, sul Mediterraneo, sul continente africano e l’Estremo Oriente.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: La Guerra Grande (LIMES)

Ed. Luglio 2022

Il conflitto scatenato dalla Federazione Russa in Ucraina, come un movimento tellurico, influenza tutto il pianeta, in primo luogo la faglia del Pacifico, con epicentro Taiwan.

La forte instabilità lungo la cortina d’acciaio, che in Europa orientale divide la sfera d’influenza americana da quella russa, e le parallele turbolenze tra Washington e Pechino nell’Indo-Pacifico aumentano le probabilità di un confronto diretto tra potenze nucleari e loro alleanze.

La condizione in corso è definibile come “Guerra Grande”. Il termine “guerra” si riferisce non solo alle battaglie sul campo dell’Ucraina, ma alle varie dimensioni di competizione (incluse quelle economica e cibernetica) tra le prime tre potenze al mondo, in cui la separazione tra tecnologie civili e militari è ormai scomparsa.

Il termine “grande” ha valore triplice. La guerra in Ucraina coinvolge direttamente l’Europa, teatro storico dei primi due conflitti mondiali. Inoltre, l’eco di questo conflitto si ripercuote sul resto del pianeta attraverso carestie e crisi energetiche. Infine, l’invasione dell’Ucraina decisa da Vladimir Putin ha aggravato pesantemente le tensioni tra Washington, Pechino e Mosca e accresciuto nell’Indo-Pacifico la convinzione secondo cui nel medio periodo la Repubblica Popolare potrebbe tentare l’attacco a Taiwan.

L’Ucraina è un paese belligerante nella guerra scatenata dall’invasione russa. Ma è anche, soprattutto, tragico campo di battaglia di un conflitto che ha i suoi maggiori attori in altre potenze rispetto allo Stato ucraino. La Russia, certo. Ma sempre più l’America, per tramite della Nato. Con la Cina in posizione di vigile, schierata e non passiva osservazione.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: Il mondo chiuso: il conflitto tra islam e modernità di Elio Cadelo

Analisti, sociologi, storici dell’islam e studiosi di politica internazionale, per spiegare quanto sta accadendo tra il mondo musulmano e l’Occidente, hanno posto al centro della questione il colonialismo, il rapporto Nord-Sud del mondo, la religione, l’economia, le istituzioni dei Paesi islamici, la democrazia o la mancanza di democrazia, e così via.

Quella dei rapporti tra le due culture è una storia complessa, deformata nel tempo da luoghi comuni che hanno falsato la verità storica a favore di una narrazione fuorviante: per esempio, la scienza e la filosofia greca non sono giunte in Italia grazie alle traduzioni dall’arabo dei testi greci, e l’Umanesimo e il Rinascimento non sono affatto germogliati a seguito dell’incontro della cultura italiana con quella musulmana.

Il cosiddetto “Rinascimento arabo” fu una parentesi brevissima annientata dalla repressione, che frantumò sul nascere ogni forma di libertà di pensiero, tanto che filosofi come Avempace, Averroè, Avicenna e altri furono assassinati, costretti alla fuga, arrestati o torturati, diversamente da quanto avvenne in Italia.

Fu la riscoperta del mondo greco-romano a indicare all’Europa la via della modernizzazione, del libero mercato e della scienza, diversamente dal mondo islamico, dove l’affermazione della teologia ha dato vita a una società collettivista, rinchiudendo l’orizzonte delle coscienze in un “eterno sacro Medioevo”, impegnato in un conflitto senza fine contro la modernità.

Il saggio dedica ampio spazio alla realtà dei nostri giorni (radicalismo islamico compreso), esaminando per la prima volta numerosi indicatori sociali quali: la ricerca, l’istruzione e la diffusione della cultura scientifica, il ruolo della donna, la natalità, ecc. che mostrano come l’irruzione della scienza e della tecnologia nei Paesi musulmani stia aprendo contraddizioni e lacerazioni che prefigurano un futuro a oggi imprevedibile.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: 69 d.C.: l’anno dei quattro imperatori di Morgan Gwyn

Noi ci lamentiamo spesso dei governi che durano pochi mesi, ma anche nell’antica Roma non si scherzava.

Il 69 d.C., all’indomani della morte di Nerone, fu il periodo in cui, nel giro di poco più di dodici mesi, si succedettero ben quattro imperatori: Galba, Otone, Vitellio e, infine, Vespasiano.

È un periodo storico  che possiamo collocare a pieno titolo tra i momenti più caotici, violenti e terribili di tutta la storia romana.

Assassinii e guerre civili, eserciti talmente fuori controllo da occupare la stessa Città Eterna senza scrupoli, mentre uomini ambiziosi e feroci accumulavano potere solo per vederlo poi svanire in pochi attimi convulsi.

Due sono gli elementi con cui l’autore getta nuova luce su questo snodo della storia antica. Il primo riguarda le ragioni delle importanti discrepanze fra le narrazioni rispettivamente di Tacito, Plutarco e Svetonio, i principali storici dell’epoca. In secondo luogo, viene ripercorso il ruolo autonomo degli eserciti rispetto ai comandanti, forse esagerato dalla successiva storiografia.

Ne emerge un quadro vivido e originale, in grado di rendere chiara questa confusa ma determinante parentesi, tenendo il lettore con il fiato sospeso tra i tumultuosi flutti della storia politica romana.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: Primo sangue di Amélie Nothomb

Questa biografia romanzata, vincitrice del Premio Strega Europeo 2022, è il centesimo volume pubblicato da Amélie Nothomb. Il titolo “Primo sangue”, in francese Premier sang, ha un doppio significato: innanzitutto, indica l’emofobia di cui soffre il protagonista; e, in secondo luogo, premier sang ricorda, da un punto di vista fonetico, l’espressione premier cent, letteralmente “il primo centinaio”.

Il romanzo è un omaggio al padre della scrittrice, morto di COVID nel 2020, che viene presentato in alcuni momenti chiave della sua vita: l’infanzia trascorsa dai nonni paterni, durante la guerra; l’incontro con la moglie, in età adolescenziale; la prima trasferta lavorativa in Congo, a Stanleyville, in qualità di console per conto del Ministero degli Esteri belga.

La vita del giovane Patrick Nothomb è influenzata dalla guerra, e di conseguenza dalla povertà, che il nonno paterno cerca di nascondere in tutti i modi pur di tenere alto il nome della famiglia, e dalla violenza, che il protagonista ripudia fino all’ultima pagina. Infatti, sin dalla tenera età, Patrick è un convinto nonviolento: decide di trovare il lato positivo anche nelle situazioni più spiacevoli, nonostante venga preso di mira dagli zii, suoi coetanei e descritti come dei piccoli selvaggi.

Con il passare del tempo, il suo animo nonviolento si fortifica sempre di più, tanto da spingerlo a trattare con i ribelli che lo hanno preso in ostaggio insieme all’intera Stanleyville: grazie all’uso della parola e al rifiuto della violenza riesce a salvare 1450 vite.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: Lo spazio serve a farci la guerra (LIMES)

Ed. dicembre 2021

Lo Spazio serve a farci la guerra si concentra sul ruolo del Cosmo (in particolare delle orbite basse attorno alla Terra) in quanto teatro cruciale della competizione geopolitica.

Le grandi potenze, a cominciare da Stati Uniti, Russia e Cina, accelerano le loro operazioni satellitari e missilistiche e intensificano le missioni di esplorazione della Luna e di Marte. Al netto della narrazione circa l’utilità ecumenica del progresso scientifico, Washington, Mosca e Pechino giudicano il controllo dello Spazio direttamente connesso a quello delle altre quattro dimensioni geopolitiche (terra, mare, aria e ciberspazio) e funzionale innanzitutto al dominio del nostro pianeta.

Il numero si sviluppa in tre parti.

Nella prima analizziamo la storia della corsa allo Spazio e l’odierna competizione tra gli Usa, egemoni del settore, e le sfidanti Russia e Cina. Ci si concentra sul modo in cui i tre paesi concepiscono lo Spazio sul piano strategico, su come ne trasmettono la rilevanza alle rispettive popolazioni e sul crescente ruolo degli attori privati (soprattutto statunitensi) nello sviluppo delle nuove tecnologie. Le quali sono cruciali per scopi militari e civili.

La seconda parte è dedicata all’impatto che la competizione nello Spazio potrebbe avere sulle collettività nel lungo periodo. In futuro, l’uomo solcherà il Cosmo con maggiore frequenza e per tempi più lunghi. Ciò potrebbe incidere sulla percezione che ciascuna comunità avrà di sé, delle altre e dello stesso pianeta Terra. Eppure difficilmente l’homo sapiens diventerà homo cosmicus, almeno nel medio periodo.

La terza sezione è dedicata all’Italia e agli altri attori coinvolti nella race for Space. Tra questi spiccano Giappone, Francia, India e Turchia.
Il nostro paese è stato il terzo al mondo dopo Usa e Unione Sovietica a lanciare un satellite in orbita e ancora oggi vanta delle eccellenze, per esempio nel campo satellitare e dei lanciatori. Tuttavia ha bisogno di sviluppare una nuova strategia spaziale per valorizzare le risorse nazionali e le relazioni con i suoi più importanti partner di settore: Stati Uniti e Francia.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.