RECENSIONE: Vittoria in Vietnam, a cura di Merle L. Pribbenow

Questa è la storia ufficiale della guerra in Vietnam, dal punto di vista dell’esercito popolare del Vietnam.

L’opera, che ripercorre gli anni del conflitto vietnamita, dal 1954 al 1975, non è pertanto il classico saggio su questa guerra, dove con “classico” si intende il punto di vista dell’Occidente in generale e, in particolare, quello degli Stati Uniti.

In questo caso, si tratta del punto di vista dei vincitori e mettete in conto che questi ultimi si rifanno a due culture: quella orientale e quella marxista leninista.

Il lettore occidentale si armi, quindi, di molta pazienza per comprendere il linguaggio utilizzato, intriso di prosopopea, dove gli avversari del Vietnam del Sud sono immancabilmente dei “fantocci” (sic!) manovrati dall’Occidente imperialista.

A ciò aggiunga un atteggiamento che dovrà essere quello di Diogene equipaggiato di lanterna, per individuare se non la verità, almeno i fatti degni di rilievo. Per esempio, nel resoconto storico, l’esercito del Vietnam del Nord, nonché nella sua dirigenza politica, non commette mai errori, bensì un’errata valutazione della situazione oggettiva, subito corretta da un’autocritica marxista leninista.

Ciò detto, il lettore ostinato e paziente avrà modo di approcciarsi a una lettura di un fatto storico che prende in considerazione un punto di vista decisamente diverso dall’abituale… un’occasione da non perdere, visto l’influsso che il conflitto vietnamita ha avuto sull’Occidente.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

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