RECENSIONE: Il ritorno dei barbari di Jakub J. Grygiel

I barbari sono tornati. Gruppi di ridotte dimensioni, assai mobili e senza riferimento fisso di uno Stato non sono più confinati nel passato, sono una realtà quasi quotidiana: talebani, Al-Qaeda, ISIS.

Di fronte a questa minaccia “non statale”, diffusa e a bassa intensità, l’autore analizza il passato: dall’Impero romano, di fronte alla sfide ai confini del Reno e del Danubio, alla Russia minacciata dai popoli delle steppe, per passare poi ai Comanche e agli Stati Uniti dell’Ottocento.

Jakub J. Grygiel mostra come tali gruppi abbiano costituito un problema peculiare e di lunga durata, difficilmente risolvibile con una guerra o con un trattato diplomatico, spesso sottovalutato dal potere centrale monopolizzatore della forza.

Per aver successo e non soccombere, gli Stati furono spesso costretti a modificare le proprie strutture interne, attribuendo maggiori poteri e responsabilità alle comunità più direttamente colpite dalla minaccia barbarica, trasformando i cittadini da “consumatori di sicurezza” a “fornitori di sicurezza”.

Il futuro è quindi quello di una sorta di “sussidiarietà della sicurezza”? Una domanda a cui l’opera cerca di rispondere per quelle che sono “nuove minacce” con un passato plurisecolare.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: Le avventure della lira di Carlo M. Cipolla

La storia della lira inizia dalla libbra romana, una misura di peso equivalente a circa 325 grammi. Fu la riforma di Carlo Magno a trasformarla in unità del sistema monetale, anche se la moneta di quei tempi era il denaro: le zecche ricevevano una libbra d’argento e dovevano ricavarne 240 denari.

Insomma, la lira inizia la sua vita “da moneta” in modo virtuale, e impiegherà alcuni secoli per diventare qualcosa che si tocca e che si mette in tasca.

Se poi aggiungiamo che in questo lungo periodo temporale di fatto esistevano due sistemi monetari differenti, la “moneta piccola” e la “moneta grossa”, si può dire che ci fosse molta confusione.

Percorrere questa confusione, rintracciarne i fili, sotto l’esperta guida di Cipolla, non solo è interessante, ma ci permette anche di fare alcuni paralleli storici decisamente attuali: siamo o non siamo nell’era di un’altra moneta virtuale, benché elettronica; e lo stesso euro non ha un qualcosa di virtuale, essendo moneta di uno Stato che non c’è?

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: Le macchine del tempo di Carlo M. Cipolla

L’orologio, la prima macchina di precisione della storia umana.

E per fare una macchina di precisione occorrono strumenti di precisione, nonché una élite operaia e artigiana che è detentrice di tali saperi, una qualità intellettuale e immateriale che si sposta con le persone che la detengono.

Non è un caso che la costruzione di macchine che misurano il tempo, e il desiderio di possederle, esploda, prima a livello di comunità, poi come singoli individui, con la nascita di modelli di produzione basati sulla tecnologia, propri dell’Europa occidentale del XII secolo.

Nel saggio di Cipolla viene esplorato inoltre un fatto storico in sé singolare, ma istruttivo: come reagisce una società, le cui basi produttive sono quelle dell’agricoltura e quelle intellettuali sono filosofiche e letterarie, davanti a quello strano oggetto che è l’orologio? La storia dell’arrivo nella Cina del XVI secolo degli orologi europei è in sé estremamente istruttivo, nonché divertente.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: Comma 22 di Joseph Heller

Un classico della letteratura statunitense, un pilastro della letteratura contro la guerra.

Non è facile commentare un’opera talmente irripetibile da diventare, nel suo stesso titolo, un modo di dire per descrivere una situazione al contempo grottesca e plausibile.

Il successo di Comma 22 e del suo principale protagonista, il bombardiere statunitense Yossarian, profondamente convinto che tutti lo vogliano uccidere (non solo i “nemici” tedeschi, ma anche e soprattutto i suoi superiori e l’intero apparato militare USA), è quello di approcciarsi in modo molto leggero a situazioni estremamente tragiche o patetiche.

Un’opera che, una volta iniziata, ti fa raggiungere quello stato d’animo che è poi la prima riga del romanzo: “Fu amore a prima vista”.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: Mattatoio n. 5 di Kurt Vonnegut

Kurt Vonnegut è noto ai più, o almeno a chi scrive, come scrittore di fantascienza.

E’ anche l’autore di uno dei migliori romanzi antimilitaristi mai scritti, Mattatoio n. 5, dove racconta, per l’interposta persona del personaggio principale, Billy Pilgrim, la sua esperienza di prigioniero di guerra.

Fatto prigioniero dalle truppe tedesche nell’inverno del 1944, durante l’offensiva delle Ardenne, l’autore-protagonista finisce quasi casualmente a Dresda, rinchiuso nel Mattatoio n. 5, ed è testimone del bombardamento angloamericano sulla città.

Un paio di numeri di quello a cui assistette: la bomba atomica sganciata su Hiroshima uccise 71.379 persone, il bombardamento convenzionale su Dresda (effettuato tramite ordigni incendiari) uccise 135.000 persone.

Ma in questo romanzo non troverete una dettagliata descrizione di quello che Vonnegut vide a Dresda: il bombardamento della città è una piccola parte di un viaggio onirico, nel tempo e nello spazio, del protagonista, dove vita quotidiana borghese, orrori bellici e rapimenti alieni si intrecciano inesplicabilmente, dando un non senso alla follia che pervade l’agire di ogni singolo essere umano.

Senza un perché, perché se un perché esiste è nella frase che è il fondamento dell’intero romanzo: “così va la vita”.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: Il burocrate e il marinaio di Carlo M. Cipolla

Nel XVII secolo, al porto di Livorno, si sviluppò uno scontro tra titani: da un lato l’intraprendenza della borghesia commerciale britannica, il cui motto era “il tempo è denaro”, dall’altra l’onnipotenza della burocrazia italiana, nello specifico quella del Granducato di Toscana.

Sullo sfondo, le grandi epidemie del periodo storico, che si tentava di contenere con misure di quarantena che mal si accoppiavano con i tempi del commercio e dell’economia.

La “burocrazia sanitaria” che crebbe, decisamente a dismisura, nel porto livornese ricorda quanto stiamo vivendo in questi mesi, quando il nostro tempo di vita e lavoro incoccia nei famigerati DPCM.

Insomma, un testo da leggere in questo periodo, per cercare di tramutare l’arrabbiatura in sorriso, perché leggendo questo agile volume (126 pagine) viene spesso da pensare: “ma tu guarda, sembra di leggere il quotidiano di oggi, e invece il tutto risale al XVII secolo: la burocrazia italiana è un evergreen”.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: La grande storia della guerra di Gastone Breccia

Un testo che pone grandi domande… Forse non si troveranno risposte definitive, ma il saggio ha il grande merito di trattare temi complessi, non solo in forma piacevole per il lettore ma comprensibile anche per il neofita.

Le domande, o meglio i temi affrontati, sono cinque, a cui è dedicato un capitolo del libro.

Perché si fa la guerra
Le motivazioni individuali e collettive che spingono gli uomini e gli Stati a combattersi tra loro.

Come si fa la guerra
Strategia e tattica, armamenti, logistica, pianificazione ed esecuzione delle manovre, battaglie decisive o guerra d’attrito: le molte vie verso la vittoria.

Dove e quando si fa la guerra
Le stagioni e gli orizzonti sempre più vasti dei conflitti: dai rigori dell’inverno alle insidie della notte, dalle montagne più inaccessibili alle isole e ai deserti.

La guerra degli uomini
L’esperienza del combattimento e la difficoltà di descrivere il vero “volto della battaglia”.

Il presente e il futuro della guerra
Un mondo senza certezze: l’arte della guerra nel XXI secolo.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: 1944-1945 Il crollo finale della Wehrmacht (vol. II) di Robert M. Citino

Per gli amanti del genere, ecco a voi il secondo volume dell’opera di Robert M. Citino.

Nel primo tomo ci si era fermati all’estate 1944 e nel secondo volume dell’opera ci si muove dall’estate del 1944 e dalla difficile ritirata della Wehrmacht, sia rispetto al fronte orientale che a quello occidentale, per seguire la resistenza tedesca sulla linea Sigfrido e l’offensiva delle Ardenne, passando poi al 1945 e alla penetrazione degli Alleati nella Ruhr, alla campagna Vistola-Oder e alla battaglia di Berlino. Citino riesce abilmente a dar conto della visione tedesca di quegli ultimi anni di guerra, in un quadro che tratteggia le sfumature della storia militare della Wehrmacht nel contesto del pensiero strategico della Seconda guerra mondiale.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: Moneta e civilità mediterranea di Carlo M. Cipolla

Perché nel Medioevo un libro di giurisprudenza costava quanto due mucche? E come mai dalla lontana Cina si importavano solo sete e beni di lusso, piuttosto che beni di consumo come accade ai nostri giorni?

L’affabile Cipolla ci conduce per mano, rispondendo a queste “strane” domande. Dapprima, traccia la storia del denaro nell’alto Medioevo, in cui prevaleva il pagamento in natura e la moneta era un mezzo di scambio al pari di qualsiasi altra merce; in seguito, illustra l’emergere delle monete a circolazione internazionale – il nòmisma bizantino, il dinar arabo, il fiorino, il ducato veneziano – cui si affiancava una «moneta piccola» per le transazioni della vita quotidiana. Infine, mette a fuoco il curioso caso delle «monete fantasma», usate nella contabilità ma prive di un corrispettivo reale. Per concludere, ricorrendo all’esempio del costo dei trasporti, dei libri e del denaro, insegna a intendere il valore relativo dei prezzi e cosa essi dicano delle condizioni di una società.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: Conquistadores, pirati, mercatanti di Carlo M. Cipolla

“Pezzo da otto!!”, una delle espressioni preferite del pappagallo Flint, inseparabile compagno di Long John Silver, uno dei principali personaggi de L’isola del tesoro di Robert Louis Stevenson.

Ma che cosa c’entra questo ricordo di letture infantili con la storia dell’economia?

A partire dalla metà del Cinquecento, una marea di argento proveniente dalle colonie americane, soprattutto Messico e Perù, prese a riversarsi sulla Spagna e poi sull’Europa.

Il metallo prezioso viaggiò incessantemente da Occidente verso Oriente in pagamento delle merci orientali appetite dagli europei, le quali compivano l’itinerario inverso. Dalla Turchia alla Persia, all’India, alla lontana Cina: fu una rozza e pesante moneta d’argento, il real de a ocho (i “pezzi da otto” del romanzo di Stevenson), a far funzionare il sistema di questo commercio su scala mondiale.

Lo stesso argento servì alla Spagna, che improvvisamente divenne potenza monetaria ma che continuava a essere debole come potenza economica e produttiva, per acquistare all’estero i beni richiesti sia dal mercato interno che da quello delle sue colonie d’oltremare.

Insomma, Il grosso e pesante monetone d’argento del valore di otto reales è stato per almeno due secoli la moneta per antonomasia, la moneta internazionale accettata da tutti, come più tardi lo sarà la sterlina e poi il dollaro.

Cipolla, con la sua insuperabile maestria, racconta come sia potuto accadere questo, prendendo le mosse dal consolidamento dell’impero coloniale spagnolo e dal precoce sfruttamento delle miniere d’argento americane, che assicurò alla Spagna una ricchezza immensa.

Si può dire che il viaggio attorno al mondo dell’argento americano è un’immagine pertinente per descrivere l’economia internazionale dell’età moderna.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.