RECENSIONE: Chi ha spostato il mio formaggio? di Spencer Johnson

Siamo in un labirinto abitato da due topi e da due gnomi. Il comportamento degli gnomi ricorda quello dell’essere umano, infatti gli gnomi immaginano il futuro e si creano spesso delle aspettative. Al contrario, i topi sono mossi dall’istinto e dai propri impulsi. Un giorno, i quattro protagonisti della storia trovano un deposito di formaggio, che garantisce loro scorte di cibo per un periodo di tempo che pare illimitato.

Quando, però, il formaggio finisce, gli gnomi si trovano impreparati, sono sconvolti dall’evento inaspettato e rifiutano di accettarlo. I topi, invece, senza pensarci troppo, si lanciano alla ricerca di un nuovo deposito di formaggio. Inutile dirlo: questi ultimi trovano quasi subito un nuovo deposito, mentre i due gnomi, ormai accecati dalla fame, si rifiutano di muovere un passo e pretendono di trovare un colpevole. Uno dei due capisce che è arrivato il momento di accettare la realtà e di seguire l’esempio dei topi, tuttavia l’altro gnomo, che ha paura del futuro e che si immagina gli scenari peggiori, non è d’accordo e cerca di mettere in guardia il collega. Quest’ultimo decide comunque di partire da solo e si accorge che più si addentra nel labirinto più i timori sembrano scomparire. Durante il suo viaggio impara ad accettare il cambiamento e a vedere la realtà da una nuova prospettiva.

Questo volume viene adottato spesso nelle aziende che si ritrovano ad affrontare periodi di grande cambiamento, tuttavia i suoi insegnamenti possono essere applicati anche nella sfera privata. Infatti, il formaggio rappresenta la fonte di felicità dell’individuo, alla costante ricerca di stabilità. Chi ha spostato il mio formaggio? ci aiuta ad accogliere il cambiamento, a non resistergli e a imparare a fluire con esso.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

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