RECENSIONE: Venezia nella tempesta di Federico Moro

I primi diciotto anni del 1500 sono una durissima sfida per la Repubblica Veneta. Nel giro di pochi anni, dopo una serie di conflitti con l’Impero ottomano, perde la supremazia nel Mediterraneo, in gran parte a causa dell’insipienza del ceto dirigente.

Nello stesso periodo, subisce la grande scommessa della nascente potenza oceanica portoghese, che, tramite il periplo dell’Africa, apre una nuova rotta commerciale con l’India e l’Oriente, imponendo a suon di cannonate questa altrimenti antieconomica, per i tempi,  nuova rotta commerciale.

Dulcis in fundo, Venezia dovrà difendere con le unghie e con i denti i suoi domini terrestri nel Nord Italia, combattendo contro la Lega di Cambrai.

La Serenissima sopravviverà a queste sfide multiple… ma si tratta appunto di sopravvivenza. La doppia spinta propulsiva dei “ranocchi della laguna”, come venivano scherniti  i veneziani nel Duecento, verso l’Italia e verso il Mediterraneo è ormai terminata… inizia il lungo declino.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: 1915, l’Italia va in trincea di Gastone Breccia

I primi otto mesi, da maggio a dicembre 1915, dell’entrata dell’Italia nella Grande guerra sono spesso poco analizzati dagli storici.

Nel saggio di Gastone Breccia, si punta l’attenzione su questo periodo. Il volume si concentra in particolar modo sull’incapacità degli Stati maggiori italiani di far tesoro di quanto appreso, con decine di migliaia di caduti, da altri Stati e in altri conflitti (si pensi alla guerra russo-giapponese del 1905), e sulle conseguenze tragiche del nuovo modo di far la guerra, una guerra industriale, dove a ben poco servivano lo spirito garibaldino o i dettami napoleonici.

Un’incapacità di comprendere il nuovo che si tramuterà non solo nello sterminio di intere generazioni, spesso accorse alle armi in modo volontario, ma che trascinerà il Paese in altri tre anni di guerra di usura, oltre a costruire i presupposti sociali ed economici dei grandi movimenti politici totalitari, dalla Russia dei soviet al fascismo e al nazismo di Italia e Germania.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: La biblioteca spiegata ai volontari del servizio civile di Ivana Pellicioli

Un testo che, partendo dalle regole del servizio civile e della leva civica, intende fornire un quadro generale capace di raccontare, in modo semplice ma anche esaustivo, cosa è la biblioteca, qual è il suo ruolo sociale e come funziona nella pratica di tutti i giorni.

Argomenti complessi, come l’organizzazione, gli spazi, la classificazione e la collocazione dei libri, la cooperazione, le risorse digitali, la costruzione delle raccolte, sono trattati con l’intenzione di costruire un’immagine completa di un servizio dove essere volontario per un anno può diventare davvero un’esperienza bellissima, per sé e per gli altri.

È importante integrare ai contenuti del saggio/manuale il curriculum dell’autrice: laureata in giurisprudenza, è stata per vent’anni responsabile della biblioteca comunale di Alzano Lombardo e punto di riferimento del Sistema Bibliotecario della Val Seriana. Da diversi anni collabora, come progettista e come formatrice, con Associazione Mosaico, a Bergamo, che opera nell’ambito del Servizio civile universale e della leva civica… Insomma una persona che ha sperimentato direttamente quanto scritto in questo interessante volume.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: Uomini sotto il fuoco di S.L.A. Marshall

Durante il secondo conflitto mondiale, i vertici militari statunitensi si presero la briga di “studiare” quello che stava accadendo nei reparti che combattevano dall’Europa agli sperduti atolli del Pacifico.

L’autore di questo saggio fu incaricato di portare a termine una di queste ricerche. Intervistò migliaia di GI e di ufficiali per rispondere a due domande non semplici: che cosa accadeva a un reparto quando si trovava in combattimento? E che cosa era mancato nell’addestramento del reparto perché fosse adeguatamente preparato a sopportare un ambiente ostile come quello di un combattimento “tattico”?

S.L.A. Marshall è una figura discussa, sia per essersi fregiato di titoli che non gli spettavano (dichiarò di essere stato il più giovane ufficiale statunitense nominato sul campo durante la Prima guerra mondiale), sia per essersi letteralmente inventato i dati statistici su quello che definì il “quoziente di fuoco”.

Nonostante ciò, la sua opera, a oltre settant’anni dalla prima pubblicazione, è un’analisi lucida delle condizioni in cui si viene a trovare il militare di fanteria durante un combattimento, ricca di suggerimenti concreti per preparare i combattenti con un adeguato addestramento.

Un’analisi utile, non solamente per il giovane ufficiale, ma anche per chiunque, nella vita civile, debba guidare e comandare un gruppo di donne e di uomini, affinché raggiungano un obiettivo o vincano una competizione.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: Epidemie e guerre che hanno cambiato il corso della storia di Gastone Breccia e Andrea Frediani

Che accade quando il Cavaliere Rosso galoppa a fianco del Cavaliere Pallido?

Leggendo quest’opera è quasi naturale fare riferimento all’Apocalisse e ai suoi quattro cavalieri, dove il Cavaliere Rosso, armato di spada, rappresenta violenza e stragi, mentre il Cavaliere Pallido, sul suo destriero verdastro, è simbolo di epidemie.

Nonostante l’argomento, si tratta di un saggio che si fa leggere senza difficoltà, percorrendo, dal IV secolo a. C. sino al 1920, la stretta interrelazione tra conflitti militari ed epidemie.

Il lettore potrà scoprire da un lato come il fenomeno epidemico (o pandemico) sia strettamente connesso a un modello economico e sociale “globalizzato”, sin dai tempi di Pericle e Tucidide.

Una globalizzazione che genera conflitti militari, che a loro volta sono pesantemente influenzati nel loro svolgimento dal fattore epidemico, anche se ciò viene spesso sottovalutato o nascosto: basti pensare che durante l’epidemia di spagnola l’esercito statunitense perse cinquantamila uomini in combattimento, nelle trincee europee, ma oltre cinquantasettemila perirono di malattia, in buona parte appunto di febbre spagnola.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: Guerra e pace in Europa: 1648-1763 di Massimo Gori

Poco più di un secolo, ma che secolo!

Sono i decenni di D’Artagnan, di Richelieu e Mazzarino, del Re Sole e di Maria Teresa d’Austria, nonché de “l’uomo di Berlino”, ovvero Federico il Grande.

Un secolo di guerre, intervallate da brevi periodi di pace, guerre che finivano a favore di colui che aveva l’ultimo quattrino da spendere.

E, sullo sfondo di tutto ciò, la lotta per il predominio sull’Europa di due grandi dinastie, gli Asburgo e i Borbone, un conflitto combattuto sui campi di battaglia ma anche con matrimoni tra casate che celavano sottili calcoli politici.

La Guerra dei sette anni pareva aver concluso questi 115 anni tumultuosi, tutto pareva aver trovato un suo equilibrio…. pochi anni dopo, la Rivoluzione francese avrebbe smentito questo lieto fine.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: Guerra all’ISIS di Gastone Breccia

Anno 2016. Un docente di storia bizantina si catapulta per venti giorni nei territori abitati dai curdi, il popolo senza uno Stato, per comprendere come contrastano il rampante Stato Islamico e come è mutato il modo di combattere la piccola guerra, ossia la guerriglia.

Un testo che, sebbene scritto anni fa, ci aiuta a comprendere la complessità dei conflitti in atto nel Medio Oriente, l’intreccio tra conflitto religioso, aspirazioni nazionali, ragioni economiche, diverse concezioni dello Stato e dello stesso vivere quotidiano.

Non aspettatevi risposte definitive… neppure l’autore le ha trovate.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: Hitler e l’Islam nella Seconda guerra mondiale di David Motadel

Furono decine di migliaia i credenti musulmani che combatterono nei reparti della Wehrmacht e delle Waffen SS, spesso in unità appositamente create per accogliere questa tipologia di militari.

È uno dei risultati di una delle più grandi campagne propagandistiche messe in atto da un paese occidentale per far schierare al proprio fianco quello che veniva ritenuto un insieme religioso e culturale omogeneo, che spaziava dal bacino del Don all’India, passando per il Medio Oriente.

Il volume analizza nel dettaglio questo aspetto poco conosciuto del secondo conflitto mondiale, che costituisce una tappa del rapporto delle grandi potenze con l’Islam, utile a comprendere quello che accade nel nostro oggi.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: La guerra gallica di Markus Schauer

Se vi aspettate che questo testo sia una rilettura storico militare del De Bello Gallico, ebbene cercate un altro libro da leggere e da consultare.

Oggetto dell’opera è dimostrare che Cesare si sia conquistato la sua fama militare non solo con la spada impugnata in otto anni di feroci combattimenti, in quello che attualmente è il territorio di Francia e Benelux, ma anche con la penna.

Con un’accurata analisi in primo luogo filologica e stilistica, supportata da considerazioni storiche, militari e politiche, l’autore vuole dimostrare che con il De Bello Gallico ci troviamo di fronte a una messinscena letteraria, in cui Cesare celebra se stesso come comandante di successo, aspetto fondamentale per raggiungere i suoi obiettivi politici in quel di Roma… ma questa è un’altra storia e un altro “De Bello”…

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: L’Italia al fronte del caos (LIMES)

Ed. Febbraio 2021

Non ne siamo ancora consapevoli, ma da qualche tempo confiniamo con “Caoslandia”, dall’altra parte della nostra frontiera marittima meridionale.

Questo numero di Limes è dedicato a tale frontiera del nostro paese, dopo che anche lo Stretto di Sicilia è scivolato fra le aree critiche del Mar Mediterraneo. In questo spazio di competizione geopolitica, decisivo per la nostra sicurezza e il nostro benessere, il principale cambiamento dell’ultimo anno è l’insediamento di grandi potenze sulla “quarta sponda” libica: Russia in Cirenaica e Turchia in Tripolitania.

Mosca e Ankara hanno profittato della crisi degli Stati Uniti e del loro relativo disinteresse verso il fu Mare Nostrum per guadagnare postazioni e influenza, sbarcando in Nord Africa con l’intento di restarvi.

L’Italia torna a confinare con i “cattivi”, ma non ne pare essere consapevole, continuando a cullarsi nell’illusione di essere in qualche modo garantita, se non protetta, dagli Stati Uniti.

Uno scenario che comporta delle minacce, ma anche delle opportunità, sempre che si abbia l’intelligenza e la preveggenza di vegliare sul confine con Caoslandia, garantendoci non solo delle responsabilità ma soprattutto un ruolo potenziale nell’area.

Tenendo presente che nella Costituzione italiana si afferma di ripudiare la guerra, ma che i competitori esteri non sono affatto vincolati al rispetto della nostra carta.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.