RECENSIONE: Hitler e l’Islam nella Seconda guerra mondiale di David Motadel

Furono decine di migliaia i credenti musulmani che combatterono nei reparti della Wehrmacht e delle Waffen SS, spesso in unità appositamente create per accogliere questa tipologia di militari.

È uno dei risultati di una delle più grandi campagne propagandistiche messe in atto da un paese occidentale per far schierare al proprio fianco quello che veniva ritenuto un insieme religioso e culturale omogeneo, che spaziava dal bacino del Don all’India, passando per il Medio Oriente.

Il volume analizza nel dettaglio questo aspetto poco conosciuto del secondo conflitto mondiale, che costituisce una tappa del rapporto delle grandi potenze con l’Islam, utile a comprendere quello che accade nel nostro oggi.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: La guerra gallica di Markus Schauer

Se vi aspettate che questo testo sia una rilettura storico militare del De Bello Gallico, ebbene cercate un altro libro da leggere e da consultare.

Oggetto dell’opera è dimostrare che Cesare si sia conquistato la sua fama militare non solo con la spada impugnata in otto anni di feroci combattimenti, in quello che attualmente è il territorio di Francia e Benelux, ma anche con la penna.

Con un’accurata analisi in primo luogo filologica e stilistica, supportata da considerazioni storiche, militari e politiche, l’autore vuole dimostrare che con il De Bello Gallico ci troviamo di fronte a una messinscena letteraria, in cui Cesare celebra se stesso come comandante di successo, aspetto fondamentale per raggiungere i suoi obiettivi politici in quel di Roma… ma questa è un’altra storia e un altro “De Bello”…

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: L’Italia al fronte del caos (LIMES)

Ed. Febbraio 2021

Non ne siamo ancora consapevoli, ma da qualche tempo confiniamo con “Caoslandia”, dall’altra parte della nostra frontiera marittima meridionale.

Questo numero di Limes è dedicato a tale frontiera del nostro paese, dopo che anche lo Stretto di Sicilia è scivolato fra le aree critiche del Mar Mediterraneo. In questo spazio di competizione geopolitica, decisivo per la nostra sicurezza e il nostro benessere, il principale cambiamento dell’ultimo anno è l’insediamento di grandi potenze sulla “quarta sponda” libica: Russia in Cirenaica e Turchia in Tripolitania.

Mosca e Ankara hanno profittato della crisi degli Stati Uniti e del loro relativo disinteresse verso il fu Mare Nostrum per guadagnare postazioni e influenza, sbarcando in Nord Africa con l’intento di restarvi.

L’Italia torna a confinare con i “cattivi”, ma non ne pare essere consapevole, continuando a cullarsi nell’illusione di essere in qualche modo garantita, se non protetta, dagli Stati Uniti.

Uno scenario che comporta delle minacce, ma anche delle opportunità, sempre che si abbia l’intelligenza e la preveggenza di vegliare sul confine con Caoslandia, garantendoci non solo delle responsabilità ma soprattutto un ruolo potenziale nell’area.

Tenendo presente che nella Costituzione italiana si afferma di ripudiare la guerra, ma che i competitori esteri non sono affatto vincolati al rispetto della nostra carta.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: Missione fallita. La sconfitta dell’Occidente in Afghanistan di Gastone Breccia

La rovina non sta nell’errore che commetti, ma con la scusa con cui cerchi di nasconderlo.

E’ questo aforisma che riassume l’opera di Gastone Breccia dedicata all’intervento militare, prima USA, poi NATO, poi ONU, in Afghanistan, la terra che è stata la “tomba degli imperi” da Alessandro Magno in poi.

Una disamina precisa, lucida e senza sconti alla caterva di errori strategici, politici e poi militari, commessi dall’occidente all’indomani dell’11 settembre.

Errori commessi dai governi e dalle opinioni pubbliche occidentali, alla ricerca dell’unicorno della “guerra senza perdite”, e pagata con il sangue e la sofferenza dei civili afghani, dei militari delle truppe e milizie “locali e spendibili”, oltre che di non pochi militari occidentali.

Non aspettatevi un’opera scritta da un “pacifista”… Gastone Breccia non lo è, bensì appartiene a una categoria di analisti e giornalisti rari: quelli dotati di capacità di fare inchiesta e, soprattutto, di onestà intellettuale.

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RECENSIONE: Il ritorno dei barbari di Jakub J. Grygiel

I barbari sono tornati. Gruppi di ridotte dimensioni, assai mobili e senza riferimento fisso di uno Stato non sono più confinati nel passato, sono una realtà quasi quotidiana: talebani, Al-Qaeda, ISIS.

Di fronte a questa minaccia “non statale”, diffusa e a bassa intensità, l’autore analizza il passato: dall’Impero romano, di fronte alla sfide ai confini del Reno e del Danubio, alla Russia minacciata dai popoli delle steppe, per passare poi ai Comanche e agli Stati Uniti dell’Ottocento.

Jakub J. Grygiel mostra come tali gruppi abbiano costituito un problema peculiare e di lunga durata, difficilmente risolvibile con una guerra o con un trattato diplomatico, spesso sottovalutato dal potere centrale monopolizzatore della forza.

Per aver successo e non soccombere, gli Stati furono spesso costretti a modificare le proprie strutture interne, attribuendo maggiori poteri e responsabilità alle comunità più direttamente colpite dalla minaccia barbarica, trasformando i cittadini da “consumatori di sicurezza” a “fornitori di sicurezza”.

Il futuro è quindi quello di una sorta di “sussidiarietà della sicurezza”? Una domanda a cui l’opera cerca di rispondere per quelle che sono “nuove minacce” con un passato plurisecolare.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: Le avventure della lira di Carlo M. Cipolla

La storia della lira inizia dalla libbra romana, una misura di peso equivalente a circa 325 grammi. Fu la riforma di Carlo Magno a trasformarla in unità del sistema monetale, anche se la moneta di quei tempi era il denaro: le zecche ricevevano una libbra d’argento e dovevano ricavarne 240 denari.

Insomma, la lira inizia la sua vita “da moneta” in modo virtuale, e impiegherà alcuni secoli per diventare qualcosa che si tocca e che si mette in tasca.

Se poi aggiungiamo che in questo lungo periodo temporale di fatto esistevano due sistemi monetari differenti, la “moneta piccola” e la “moneta grossa”, si può dire che ci fosse molta confusione.

Percorrere questa confusione, rintracciarne i fili, sotto l’esperta guida di Cipolla, non solo è interessante, ma ci permette anche di fare alcuni paralleli storici decisamente attuali: siamo o non siamo nell’era di un’altra moneta virtuale, benché elettronica; e lo stesso euro non ha un qualcosa di virtuale, essendo moneta di uno Stato che non c’è?

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: Le macchine del tempo di Carlo M. Cipolla

L’orologio, la prima macchina di precisione della storia umana.

E per fare una macchina di precisione occorrono strumenti di precisione, nonché una élite operaia e artigiana che è detentrice di tali saperi, una qualità intellettuale e immateriale che si sposta con le persone che la detengono.

Non è un caso che la costruzione di macchine che misurano il tempo, e il desiderio di possederle, esploda, prima a livello di comunità, poi come singoli individui, con la nascita di modelli di produzione basati sulla tecnologia, propri dell’Europa occidentale del XII secolo.

Nel saggio di Cipolla viene esplorato inoltre un fatto storico in sé singolare, ma istruttivo: come reagisce una società, le cui basi produttive sono quelle dell’agricoltura e quelle intellettuali sono filosofiche e letterarie, davanti a quello strano oggetto che è l’orologio? La storia dell’arrivo nella Cina del XVI secolo degli orologi europei è in sé estremamente istruttivo, nonché divertente.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: Comma 22 di Joseph Heller

Un classico della letteratura statunitense, un pilastro della letteratura contro la guerra.

Non è facile commentare un’opera talmente irripetibile da diventare, nel suo stesso titolo, un modo di dire per descrivere una situazione al contempo grottesca e plausibile.

Il successo di Comma 22 e del suo principale protagonista, il bombardiere statunitense Yossarian, profondamente convinto che tutti lo vogliano uccidere (non solo i “nemici” tedeschi, ma anche e soprattutto i suoi superiori e l’intero apparato militare USA), è quello di approcciarsi in modo molto leggero a situazioni estremamente tragiche o patetiche.

Un’opera che, una volta iniziata, ti fa raggiungere quello stato d’animo che è poi la prima riga del romanzo: “Fu amore a prima vista”.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: Istruzione e sviluppo di Carlo M. Cipolla

Il classico dilemma dell’uovo e della gallina: è l’istruzione che favorisce lo sviluppo, o viceversa? Un dilemma a cui tenta di rispondere l’agile saggio di Carlo Cipolla, ma non è detto che arrivati all’ultima pagina qualcuno dei lettori sia giunto a una risposta definitiva.

Un fatto è certo: il livello d’istruzione di una popolazione dipende da molteplici fattori economici, culturali, religiosi… finanche climatici. In questo impasto di ragioni troviamo anche il modello produttivo ed economico, nel bene e nel male. Nel male perché in alcuni casi il livello di istruzione abbassa lo “sviluppo economico”, anche solo per il fatto che il cervello che assorbe conoscenza è collegato a due braccia, spesso necessarie a mandare avanti la baracca produttiva.

Non vado oltre, sarebbe un delitto fare lo spoiler a questo delizioso “giallo economico culturale”. Lascio solamente un’unica citazione finale, tratta dall’ultima riga del saggio: “Nel futuro, la vita su questo pianeta dipenderà sempre più dalla capacità dell’uomo di ‘seguire virtute’ oltre che ‘conoscenza’”.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

RECENSIONE: Mattatoio n. 5 di Kurt Vonnegut

Kurt Vonnegut è noto ai più, o almeno a chi scrive, come scrittore di fantascienza.

E’ anche l’autore di uno dei migliori romanzi antimilitaristi mai scritti, Mattatoio n. 5, dove racconta, per l’interposta persona del personaggio principale, Billy Pilgrim, la sua esperienza di prigioniero di guerra.

Fatto prigioniero dalle truppe tedesche nell’inverno del 1944, durante l’offensiva delle Ardenne, l’autore-protagonista finisce quasi casualmente a Dresda, rinchiuso nel Mattatoio n. 5, ed è testimone del bombardamento angloamericano sulla città.

Un paio di numeri di quello a cui assistette: la bomba atomica sganciata su Hiroshima uccise 71.379 persone, il bombardamento convenzionale su Dresda (effettuato tramite ordigni incendiari) uccise 135.000 persone.

Ma in questo romanzo non troverete una dettagliata descrizione di quello che Vonnegut vide a Dresda: il bombardamento della città è una piccola parte di un viaggio onirico, nel tempo e nello spazio, del protagonista, dove vita quotidiana borghese, orrori bellici e rapimenti alieni si intrecciano inesplicabilmente, dando un non senso alla follia che pervade l’agire di ogni singolo essere umano.

Senza un perché, perché se un perché esiste è nella frase che è il fondamento dell’intero romanzo: “così va la vita”.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.