Questo libro è uno dei capisaldi della saggistica riguardante la guerra del Vietnam: si potrebbe considerare una lettura “obbligatoria” nel qual caso si voglia trattare e approfondire l’argomento.
Karnow presenta, con una brillante chiarezza narrativa, la cronaca dettagliata dei conflitti in Vietnam, che culminarono con la caduta della capitale del Vietnam del sud, Saigon, il 30 aprile 1975, per mano dell’Esercito Popolare del Vietnam del Nord e dei Viet Cong.
L’autore, giornalista statunitense durante la guerra del Vietnam, con questo volume ha voluto mostrare al lettore in che modo la verità è stata messa a tacere: descrive come gli ufficiali americani, i cittadini e i militari non abbiano osato comunicare le informazioni negative riguardo al conflitto, dal momento che ammettere la situazione di difficoltà era sinonimo di pessimismo e, quindi, di mancato patriottismo.
Un’opera ricca di dettagli, affascinante e terribile allo stesso tempo.
Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

Non è un testo che si limita a descrivere le operazioni militari di Germania nazista e URSS stalinista durante il secondo conflitto mondiale nell’area del Baltico, ed in particolare in Lituania, Lettonia e Estonia.
Alla battaglia di Huế non è mai stata accordata l’importanza che merita per comprendere il conflitto del Vietnam. L’offensiva del Tet, di cui la presa di Hue da parte di Vietnam del Nord e Vietcong fu la massima espressione militare, fu il punto di svolta per ciò che riguarda i “sentimenti” del fronte interno statunitense: dopo la battaglia di Hue negli USA non ci si domandò più come vincere la guerra in Vietnam, bensì su come andarsene dal Vietnam.
Questo è un atlante geopolitico, elaborato da un cittadino d’oltralpe, ovvero appartenente ad una cultura che sin dal periodo napoleonico comprese l’importanza di interpretare il mondo attraverso le mappe: la geografia come strumento di potenza.