RECENSIONE: Fine della guerra (LIMES)

Limes ed. aprile 2024

È sufficiente un articolo, due lettere, perché un significante acquisti diversi significati.

Lo stesso accade per questa monografia, dove è sufficiente mettere davanti a “fine della guerra” l’articolo “il” piuttosto che l’articolo “la”, affinché si affrontino due argomenti differenti, anche se collegati.

“La” fine della guerra è quella che tutti gli umani auspicano sin dagli albori della storia: un auspicio particolarmente sentito in questi ultimi due anni da noi europei, prima scioccati dalla guerra ucraina, poi dall’ennesimo conflitto arabo israeliano.

Ma una guerra per terminare, per finire, richiede che i contendenti, o almeno quello che poi prevale, abbia ben chiaro quale è l’end state che vuole raggiungere, ovvero “il” fine: e, nelle guerre che osserviamo sui social in questi mesi, l’obiettivo dei conflitti in corso non solo appare sfumato e nebbioso (qui siamo figli dei conflitti tipo “guerra al terrorismo”) a noi spettatori, ma anche e soprattutto ai contendenti.

È una situazione che questa monografia di Limes prova ad affrontare, ma non aspettatevi risposte esaustive e definitive: in fin dei conti la fog of war è un’altra caratteristica ambientale dei conflitti armati.

Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

LA RAI NON TRASMETTE IL MONOLOGO DI SCURATI? VE LO FACCIAMO VEDERE E ASCOLTARE NOI


Tutti noi in questi giorni abbiamo assistito al poco dignitoso comportamento della #RAI, riguardante la mancata trasmissione del monologo di #Antonio Scurati (60 secondi) sul 25 aprile. Cerchiamo di metterci noi “una pezza”, riproponendovi l’incontro “Fascismo e guerra”, organizzato da Eirene Studi per la Pace e tenutasi, proprio con Antonio Scurati, lo scorso 3 marzo 2023. Buona visione e buon ascolto!

IL CICLO DI INCONTRI CHE VA “OLTRE LA LINEA ROSSA”

Lo spazio della mostra “Oltre la linea rossa” non ospiterà soltanto le dure, ma autentiche, immagini catturate da Giovanni Diffidenti. Presso le sale del Mutuo Soccorso, si terrà anche un breve ciclo di incontri che tratterà, da diversi punti di vista le tematiche della nonviolenza e della guerra:

Mercoledì 10, venerdì 12 e mercoledì 17 maggio, dalle 11.00 alle 12.30, Giuseppe Goisis (attore, docente e scrittore) leggerà alcuni estratti di brani sul tema della nonviolenza, con accompagnamento musicale.

Giovedì 11 maggio, dalle 18.00 alle 19.00, Paolo Vettori (scrittore ed esperto di ex URSS) presenterà i suoi libri, riflettendo sulle tematiche legate alla guerra in Ucraina.

Siete tutti/e benvenuti/e, vi aspettiamo!

OLTRE LA LINEA ROSSA

Mostra fotografica di Giovanni Diffidenti

Bergamo, Sala Esposizioni Mutuo Soccorso Via Zambonate, 33

6-21 maggio 2023

da martedì a venerdì 17:30 – 19:30

sabato 15:00 – 19:30

domenica 10:30 – 12:30 e 15:00 – 19:30 

lunedì chiuso

Ingresso libero

(Parcheggio del Triangolo, accesso da via Manzù)

RECENSIONE: il conflitto in Ucraina visto da tre prospettive diverse (Luigi Chiapperini, Nicolai Lilin, Alessandro Orsini)

Esercitare lo spirito critico non è facile, soprattutto quando l’oggetto di tale pratica mentale deve essere effettuato su una guerra in corso e in cui, volenti o nolenti, il nostro Paese è coinvolto.

Una metodologia può essere quella di leggere testi che, da angolature e prospettive diverse, affrontano la questione, ovvero la guerra in Ucraina: in tutto stiamo parlando di tre opere, per complessive 450 pagine.

Iniziamo con l’opera di Luigi Chiapperini, generale di corpo d’armata dei lagunari, con alle spalle comandi quali quello del contingente italiano in Kosovo (2001), in Libano (2006) e del contingente multinazionale NATO in Afghanistan nel 2012-2013.

Un’opera agile, pubblicata nel giugno 2022 ma che nella sua lucida e disincantata analisi mantiene una freschezza e un’attualità che di questi tempi non è facile rintracciare.

Del resto il titolo del volume è in sé un programma: “Il conflitto in Ucraina. Una cosa troppo seria per certi generali ma specialmente per certi politici”.

Proseguiamo con Nicolai Lilin ed il suo Ucraina, la vera storia. Lilin è uno scrittore, qualcuno lo potrebbe definire un romanziere, ma di questi tempi val la pena di leggere cosa scrive sul conflitto ucraino, anche solo perché è un “russo” che non è mai stato tenero con il governo e le istituzioni della sua patria.

Nell’opera di Lilin il maggior pregio è quello di descrivere alcuni “lati nascosti” dell’Ucraina, tenuti in secondo piano (quando non nascosti sotto il tappeto) dalla propaganda di guerra in corso: dalla crisi sistemica del sistema industriale, alle istituzioni gravate dalla corruzione e dal malaffare, ai dubbi sulla costruzione della identità nazionale ucraina.

Con il volume Ucraina, critica della politica internazionale iniziamo ad avventurarci in un vero e proprio campo minato intellettuale, visto che l’autore è il contestato, molto contestato, Alessandro Orsini.

L’opera di Orsini può essere considerata una sorta di “memoria difensiva” di quanto ha detto e scritto sui media nazionali in questi mesi.

Una memoria che, per chi ha avuto la fortuna di seguire qualche corso universitario di sociologia, risulta abbastanza convincente: in fin dei conti Orsini non ha fatto altro che applicare al conflitto ucraino modelli di interpretazione insegnati da decenni e che si rifanno a Max Weber o Jürgen Habermas, tanto per fare due nomi di intellettuali che difficilmente possono essere definiti come putiniani.

Purtroppo, quando si è parte di un conflitto armato, l’analisi scientifica (se la sociologia può essere considerata una scienza) non sempre è ben accetta, in particolar modo quando propone ipotesi o letture della realtà non allineate.

Volumi disponibili presso la biblioteca del Centro Eirene.

Eirene

Poi Zeus sposò la lucente Themis, che diede alla luce Horai (Ora) ed Eunomia (Ordine), Dike (Giustizia) e la fiorente Eirene (Pace), colei che dà significato ai travagli degli uomini mortali. — Teogonia, 901

Parola e immagine, donna immortale e simbolo delle due più grandi civiltà dell’antichità europea: Eirene era la divinità greca che personificava la pace, mentre Pax essa si chiamava presso i Romani, a partire dal regno di Augusto. Il suo tempio si trovava nel Campo Marzio, ed era chiamato Ara Pacis. La dea era raffigurata da una giovane donna recante, in una mano, un ramoscello d’olivo con la cornucopia, mentre nell’altra sosteneva il giovane Plutone, simbolo della ricchezza che solo la pace può produrre.

Con un simbolo tanto antico, ma più che mai attuale, invocata da milioni di uomini e donne a millenni dallo splendore e dalla saggezza degli Antichi, a Eirene abbiamo dedicato il nostro Centro studi per la pace: un piccolo grande universo di speranza per lasciare una testimonianza nel tempo, per tracciare una memoria critica sulle conseguenze delle guerre, per ricordare a tutti gli uomini della Terra che la guerra è la più grande e feroce follia umana.