
ll volume è la nuova edizione aggiornata del Manuale di studi strategici pubblicato da Vitae Pensiero nel 2010 e più volte ristampato negli anni successivi. Che cos’è la strategia? Come si è sviluppato il pensiero strategico nella storia? Esistono alcuni principi immutabili della guerra? Che cosa sono le “nuove guerre”, i “conflitti asimmetrici” e le “guerre ibride”? E gli “studi strategici”? Domande come queste hanno attirato l’attenzione di molti brillanti studiosi.
Il volume è un buono strumento per il “neofita” o il curioso, che grazie a esso può iniziare a conoscere autori e studiosi , da Tucidide a Sun Tzu, da Machiavelli a Clausewitz, per arrivare ai contemporanei Liddell Hart, Kissinger, Luttwak e molti altri.
Ne risulta un agevole manuale – aggiornato con riflessioni sui più recenti sviluppi strategici in questa sua nuova edizione – rivolto nello specifico agli studenti di scienze politiche, relazioni internazionali, cooperazione e sviluppo e peace studies, ma che, più in generale, si dimostra utile a tutti coloro che sono interessati a capire i rapporti tra politica e logica di guerra, nella convinzione che in democrazia diventa fondamentale conoscere questi temi per poterne discutere apertamente.
Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

“La guerra non esiste più”: con queste parole Rupert Smith non intende dire che nel mondo non si combatte più, bensì che la guerra come l’avevamo conosciuta fino a pochi decenni fa – la “guerra industriale” dove il trinomio stato-esercito-popolo dedicava tutte le sue energie per imporre la propria volontà all’avversario di turno – è stata sostituita da quella che egli chiama “guerra fra la gente”. Il campo di battaglia è oggi costituito dalle strade, dalle case e, soprattutto, dalla popolazione civile, come è avvenuto in Cecenia e Jugoslavia, in Medio Oriente e nel Ruanda.
Carri armati che avanzano nella steppa, sottomarini irti di missili nucleari… Sono queste le immagini che vengono alla mente quanto si parla di forze armate russe.