Per oltre due secoli Svezia, Polonia-Lituania, Prussia e Principato di Moscova si scontrarono ferocemente per il controllo del Baltico, e questo senza considerare “attori secondari” quali Inghilterra e Danimarca.
Un conflitto che vide in azione personaggi storici di primo piano, quali Pietro il Grande e Gustavo Adolfo, e che si intersecò con la rivoluzione militare europea settecentesca.
È un aspetto della storia europea poco conosciuto nel Bel Paese, ma urge un aggiornamento in materia, visto quel che sta succedendo ora da quelle parti, e si sa come i precedenti storici siano importanti per comprendere il presente.
Disponibile presso la biblioteca del Centro Eirene.

I territori dove attualmente si combatte il conflitto russo ucraino sono gli stessi dove, nel luglio del 1943, la Germania nazista lanciò la sua ultima grande offensiva terrestre contro l’Unione Sovietica, con l’operazione “Cittadella”.
Due secoli prima della Grande Guerra, austriaci e “italiani” (per la precisione la Repubblica di Venezia) si confrontarono, armi alle mani, in luoghi che abbiamo studiato sui libri di storia… un paio di nomi per tutti: Gorizia e Trieste.
Un’accurata rivisitazione storica e politica dei famigerati “servizi segreti”.
Basterebbe il nome e il cognome dell’autore, Carlo Cipolla, per dire al lettore che questa raccolta di saggi vale la pena di essere letta.
Ed. settembre 2024
È da questo centinaio di pagine che “nacque” il capolavoro di Lawrence D’Arabia, ovvero I sette pilastri della saggezza.
Tre opere da leggere insieme, una di fila all’altra.
Poi andiamo sul “difficile” con il saggio di Caligiuri e Pagani dal titolo Disinformare: ecco l’arma.
Con Domenico Vecchiarino e il suo La guerra fredda non è mai finita siamo alla terza puntata del nostro giro in giro librario su intelligence, menzogna, ragion di Stato nella “politica”. Un testo decisamente meno complesso dei precedenti, i cui concisi capitoli raccontano storie di spie e di segreti… anche molto vicini ai giorni nostri, come il racconto degli aiuti russi all’Italia del COVID… dalla Russia con amore.
Nei primi anni Cinquanta la vedova di Erwin Rommel riordinò e diede alle stampe le memorie e i diari del generale, memorie relative alle campagne d’Africa dell’ufficiale tedesco.
Gli autori con il capitalismo, in particolare quello italiano, ci hanno avuto e ci hanno molto a che fare.